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Kintsugi e lavoro: come trasformare le crepe in opportunità di crescita

04/25/2025

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Micro-pratiche
Vaso in terracotta con crepe dorate in stile kintsugi, accanto a documenti di progetto e una checklist. Simbolo della trasformazione del fallimento in valore.

Tempo fa una mia amica mi ha parlato del kintsugi, l’antica arte giapponese che consiste nel riparare oggetti rotti con l’oro. Invece di nascondere le crepe, il kintsugi le valorizza. I segni della frattura diventano tratti distintivi, simboli di bellezza e forza.


Questa immagine mi ha colpita profondamente. E mi ha fatto pensare al lavoro.
Nel mio contesto professionale, un sistema complesso e sfidante, di “vasi rotti” se ne incontrano ogni giorno. Progetti che si inceppano, processi da ricucire, comunicazioni che si spezzano.
Di fronte a questi momenti è facile sentirsi sopraffatti, frustrati, o rifugiarsi nel lamento. Ma c’è un altro modo: cambiare prospettiva.


Immagino di avere in mano un pennello intinto nell’oro. E provo a guardare ogni crepa come un punto di partenza per una trasformazione. Non si tratta di negare l’errore o la fatica, ma di dare a quella rottura una nuova forma, un nuovo senso.

🖌️ I pennelli d’oro del kintsugi

Questa mentalità richiede coraggio, apertura, presenza. Chiede di spostare lo sguardo dalla cosa danneggiata al suo potenziale nascosto. E nel farlo, ci accorgiamo che proprio ciò che era imperfetto può diventare prezioso.
Il kintsugi, in fondo, è una metafora potente per affrontare le difficoltà lavorative, le sfide relazionali, le fratture nei team. Possiamo scegliere se lasciare le crepe come cicatrici invisibili o se renderle trame dorate che arricchiscono la storia del nostro percorso.
Io credo di avere i miei “pennelli d’oro”:

  • la capacità di osservare senza giudicare,
  • la fiducia nel cambiamento,
  • la volontà di trasformare ogni crisi in una domanda generativa.
    .

E forse è proprio questo che ci fa crescere, anche nel lavoro: imparare a non nascondere le fratture, ma a usarle per creare qualcosa di nuovo e bello.

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